Nika, il liberatore malvagio

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    Gaolo
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    Ciao Straic e buon anno seppur un ritardo

    Vorrei iniziare questa mia esperienza nel forum con un pensiero che mi è venuto in mente negli ultimi capitoli qualcosa che è ancora meno di una teoria e mi scuso per la lunghezza e per gli errori (avendo una DSA).

    E se Nika fosse un liberatore malvagio?

    Questo ragionamento mi è venuto in seguito a 3 elementi: il primo ragionando sul termine “liberatore”, il secondo leggendo le opere di Lovecraft ed il terzo su una frase che si dice molto spesso quando si parla di miti e leggende.

    Quando si parla di libertà ragioniamo in un’accezione positiva come essere liberi di essere noi stessi o riferito al mondo di Oda di non essere sotto al giugo di un dittatore. Però nelle opere Lovecraftiane (e non solo) il liberatore può avere un’accezione anche negativa ossia come un individuo che è si in grado di donare la libertà a qualcuno in prigionia ma questo qualcuno è un male che può distruggere il mondo. Un esempio sono i videogiochi con Cthulhu dove il protagonista è colui che è in grado di liberare l’antico Dio, che dorme in un’antica città nel mare, causando però l’abbattimento di una calamità sul mondo intero che causerebbe l’estinzione dell’umanità, lasciando al giocatore la possibilità di scegliere.

    Nel mondo di OP tutti quelli che hanno parlato di Nika lo hanno visto come un liberatore da molteplici punti di vista ma chi dice che la storia racconti effettivamente quello? Abbiamo si il Poignee Griffe nell’Isola degli Uomini Pesce che fa pensare in positivo (come il nome stesso “Joy Boy”) però quando si parla di leggende e miti capita di sentire una frase che faccia riferimento a come “si possa partire da un fatto reale per poi costruirci attorno una speranza o un racconto”. In OP abbiamo imparato a capire come il sole (pirati degli uomini pesce) e gli schiavi bramino la libertà però chi dice che non sia un racconto che uno di loro secoli addietro abbia sentito qualcosa che non avrebbe dovuto sentire (Nika = liberatore) per poi creare una narrativa per darsi speranza?

    Magari IM, insieme ai 19/20 regnanti, ha seguito Joy Boy con i migliori ideali contro l’antico regno per poi scoprire una terribile verità al punto da sacrificarsi (dal latino sacrificium, sacer + facere, “rendere sacro”) come individuo per evitare che una piaga possa tornare. In questo caso possiamo suppore che portatore del frutto Homo Homo modello Nika è colui che può liberare questa cosa ed il fatto che continui a scappare dal governo e di come gli astri ed IM siano ossessionati dal possederlo potrebbe essere un modo per isolarlo dove nessuno potrebbe mai usarlo o anche distruggere l’esistenza di un frutto.

    Personalmente troverei frizzante l’idea di un IM cinico e spietato non per mero gusto o piacere nel potere ma perchè deve usare mezzi estremi per proteggere questo segreto (il tesoro di Marijoa? Magari nascosto al di sotto della Red Line come “prigione” di questo antico male) usando armi di distruzione di massa (le armi ancestrali) come ultima risorsa in caso di fallimento (senza contare che IM ha al seguito svariate farfalle che se non ricordo male sono un simbolo di pace).
    Potrebbe anche dare un senso ai cavalieri celestiali come discententi dei nobili che forse erano guerrieri incredibili ed i migliori di loro vengono elevati a cavalieri (e magari ad astri) come linea di difesa contro le gravi minacce (meglio che pensare a tizi forti a caso a grattarsi la panza bevendo sake sul divano tra uno sterminio e l’altro per noia o a deterrente per la marina in caso decidessero di fare un colpo di stato). Preciso che non è una giustificazione all’atteggiamento dei draghi celesti ed alla loro crudeltà e disprezzo, forse alcuni di loro cambiano in bene mentre altri diventano quasi nichilisti per distaccarsi dalle decisioni spietate che devono prendere (se ci si deve elevare ad uno scopo più grande dei singoli è improbabile vedere tutti come volti, persone, vite, etc e devi decidere di sterminare qualcuno per un fine più grande ma sarebbe più facile vedere tutti come insetti esserti alla quale non si da peso).

    Questo ragionamento potrebbe poi essere esteso anche all’origine dei frutti come strumenti per lottare il male che risiede nel mare (motivo per cui i portatori dei frutti vengono maledetti/rigettati dal mare) andando un poco contro la teoria di Vegapunk e dando alla D un’interpretazione di “destruction/devastation”.

    Ammetto che definire teoria questa cosa è molto difficile basandomi su interpretazioni e chiavi di lettura diverse e che sarebbe un clichè avere un cattivo non totalmente cattivo o un antico male imprigionato (in Naruto con la decacoda e simili ne abbiamo visto in abbondanza) però dare al protagonista una possibile filosofia del “tu hai avuto un dono/talento che è in grado di dare libertà ma sta a te decidere se usarla a fin di bene o meno” darebbe a questo Shonen altre lezioni oltre al “la famiglia è quella che ci si crea non quella in cui si è nati” come un “non si può sapere cosa c’è dietro ad una persona ed essere più tolleranti e rispettosi del prossimo” e con i tempi che corrono non sarebbe così male (ovviamente non giustificando cose spregevole perchè ha avuto una cosa brutta) ed anche al “come si usano i doni che abbiamo”.

    Chiudo questo manoscritto, scusandomi nuovamente per la lunghezza bibblica, ma citando una frase di Carl Gustav Jung che mi è sempre piaciuta molto: “Si sopravvive di ciò che si riceve, ma si vive di ciò che si dona”

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